Premio Letterario Nazionale: Città di Prato “Arte di Parole”
Premiazione XV Edizione 2025/2026 – Finalisti
1 – “La Voce Della Libertà” di Benedetta De Luca Picione
Classe 4-C Liceo Classico Quinto Orazio Flacco - (PZ)
L’autrice interpreta il tema del labirinto non in tono psicologico o intimistico ma in tono politico e di genere. Ne esce una intensa testimonianza della forza delle donne Afghane e delle scuole clandestine come uscita dal labirinto dell’oppressione dei Talebani, ma soprattutto dal labirinto dei pregiudizi socio-culturali. La figura della nonna innesca nella mente e nel cuore della nipote la convinzione che la cultura è un’arma potentissima contro l’isolamento e l’oppressione, aprendo la via all’emancipazione: “La libertà non è qualcosa che si perde per sempre”.
2 – “Il Mio Labirinto” di Nicolo’ Mattoscio
Classe 1M Liceo Scientifico - (CH)
Il racconto trasforma la guerra in un labirinto morale e umano, dove il soldato protagonista si smarrisce tra propaganda, obbedienza e sopravvivenza. Attraverso la memoria della Campagna di Russia e del caos seguito all’armistizio, emerge una riflessione intensa sull’assurdità della violenza e sulla fragilità di giovani travolti da decisioni più grandi di loro. La scrittura, diretta ma evocativa, restituisce con forza il gelo, la paura e il dolore del fronte, alternando realismo storico e immagini simboliche di grande impatto emotivo.
3 – “Non Ti Scordar Di Te” di Letizia Mattoni
Classe 3-A Lic. Scientifico B. Rosetti - (AP)
L’autrice affronta il tema del labirinto attraverso la perdita della memoria e dell’identità dell’anziano protagonista, trasformando i gesti più quotidiani in un territorio estraneo e inquietante. Con una scrittura essenziale, frammentata ed evocativa, il testo restituisce il disorientamento mentale del protagonista, prigioniero di ricordi confusi, immagini improvvise e domande senza risposta. La malattia emerge senza essere mai nominata direttamente, prendendo forma nei dettagli minimi e nel flusso incalzante dei pensieri. Al centro della narrazione rimane il legame tra padre e figlio: una relazione delicata e profondamente umana in cui la cura, la tenerezza e l’amore diventano l’unica possibilità di orientarsi nel labirinto dell’oblio.
4 – “Topografia Interna” di Gallai Stefany
Classe 5^a Isis Bonaldo Stringher - (UD)
Il racconto trasforma il labirinto in una condizione esistenziale mutevole e instabile, dove identità, memoria e possibilità si intrecciano in uno spazio che cambia insieme alla protagonista. Attraverso l’atmosfera sospesa e burocratica dell’“Ufficio Topografie Interne”, il testo costruisce una riflessione sul rapporto tra le scelte individuali e le forme che la vita impone, suggerendo che nessun percorso possa essere definitivo o pienamente autentico. La scrittura, controllata e spesso asciutta, privilegia il piano concettuale e simbolico, dando vita a una dimensione surreale e kafkiana in cui il disorientamento diventa universale. Ne emerge una metafora dell’identità contemporanea, continuamente ridefinita da esperienze, possibilità e traiettorie interiori, fino alla consapevolezza che, talvolta, non siamo noi a trovare la strada, ma è la strada a trovare noi.
5 ex-aequo – “Piove Sempre Nel Labirinto” di Luigi Riccelli
Classe 1c-N.O Liceo Scientifico Alessandro Volta - (RC)
L’autrice costruisce un labirinto mentale cupo e soffocante, nato dal trauma, dal rimorso e dall’impossibilità di separarsi dal proprio passato. Attraverso una narrazione intensa e fortemente atmosferica, il protagonista attraversa spazi surreali che riflettono le sue ferite interiori, in un continuo confondersi tra memoria, allucinazione e realtà. La pioggia incessante, i corridoi infiniti e i simboli disseminati nel percorso diventano metafore di una sofferenza che non cerca guarigione, ma soltanto una forma di consapevolezza. La scrittura, ricca di immagini visive e sensoriali, mantiene una costante tensione emotiva e accompagna il lettore dentro un’esperienza quasi cinematografica, dove il labirinto non rappresenta una via d’uscita, bensì l’unico luogo in cui il protagonista può ancora riconoscere sé stesso.
5 ex-aequo – “Tutto Tace Intorno.” di Carrara Irene
Classe 2bsu Liceo Delle Scienze Umane Alessandro Da Imola - (BO)
Nel racconto il tempo assume la forma concreta di un immenso congegno meccanico, fatto di corridoi, ruote dentate e passaggi pericolosi che accompagnano la protagonista attraverso l’intero arco della sua esistenza. Il labirinto diventa così il simbolo della vita stessa: un percorso inevitabile, scandito da ostacoli, trasformazioni e continui mutamenti interiori. La dimensione onirica e simbolica della narrazione si intreccia con immagini capaci di evocare insieme angoscia, stupore e nostalgia, mentre il ritmo ossessivo dell’orologio richiama l’inesorabile avanzare del tempo. Nel progressivo attraversamento degli spazi e dei ricordi emerge una riflessione intensa sulla memoria, sugli affetti e sulla bellezza fragile delle piccole cose, fino a un finale delicato e profondamente commovente, segnato dall’accettazione serena del compimento del proprio viaggio.
7 – “Una Mattina Come Tutte Le Altre” di Conti Emma
Classe 4^ Liceo Classico Galileo - (FI)
Un racconto corale di grande sensibilità, capace di intrecciare con originalità le storie di personaggi diversi e di restituire con autenticità le fragilità della vita quotidiana. Attraverso la metafora del viaggio in autobus, l’autrice trasmette con empatia e umanità un messaggio profondo di condivisione e speranza: anche nei momenti di solitudine, nessuno è davvero solo nel proprio labirinto.
8 – “Numero 308.” di Laura Zoppi
Classe 3-Ag Liceo Classico Statale Plinio Seniore - (NA)
Un racconto di forte impatto narrativo, costruito con ritmo e originalità, che trasforma l’esperienza quotidiana della burocrazia in una metafora efficace e inquietante dello smarrimento contemporaneo. Con atmosfere di impronta kafkiana e una sottile vena ironica, l’autrice restituisce con grande efficacia il senso di alienazione e di perdita d’identità di fronte a meccanismi impersonali e assurdi.
9 – “Get Happy” di Givera Rainieri Luca
Classe 5^b Liceo Scientifico G. Marconi - (PR)
Un racconto originale e suggestivo, capace di trasformare una situazione quotidiana in un’esperienza sospesa e perturbante. Con una narrazione scorrevole e ben costruita, l’autore crea un efficace labirinto temporale e psicologico, che invita a riflettere sulla routine, sulla solitudine e sul bisogno di trovare il coraggio di sottrarsi a ciò che immobilizza.
10 – “Niente Di Grave” di Esposito Riccardo
Classe 5aia Polo Tecnologico Manetti-Porciatti - (GR)
Con grande intensità narrativa, l’autore sviluppa il tema del labirinto come metafora del dolore interiore e del senso di colpa. La vicenda, carica di tensione emotiva, esplora con sensibilità il rapporto tra padre e figlio e mostra come, anche dietro le barriere più impenetrabili, il passato continui a riaffiorare, imponendo un confronto drammatico con le proprie responsabilità.
11 ex-aequo – “Ultimo Respiro” di Martina Coppini
Classe 5^a Liceo Classico Primo Levi - (MI)
L’autrice rielabora un recente fatto di cronaca trasformandolo in una potente metafora del labirinto, inteso come spazio fisico e insieme condizione mentale di smarrimento e fine imminente. Attraverso la voce di una protagonista adolescente, la narrazione restituisce con forte impatto emotivo l’esperienza claustrofobica del rogo di Crans-Montana, dove il disorientamento progressivo si intreccia a ricordi familiari e affettivi che acquistano valore nel momento estremo. La scrittura, semplice ma efficace, costruisce un crescendo di tensione sensoriale e psicologica che coinvolge il lettore fino all’epilogo tragico.
11 ex-aequo – “La Memoria Del Marmo” di Carlotta Cianferoni
Classe 3d Liceo Classico Galileo - (FI)
Il racconto costruisce un universo visionario di grande coerenza e suggestione, in cui memoria, mito e creazione artistica si intrecciano con straordinaria ricchezza immaginativa nel percorso interiore dello scultore Étienne. L’autrice dimostra una notevole capacità evocativa, fondendo con efficacia riferimenti classici e immagini oniriche in una narrazione densa e affascinante, sempre sostenuta da un linguaggio curato e fortemente espressivo. Il labirinto diventa così uno spazio simbolico potente, in cui il tema della colpa e del ricordo si traduce in una costruzione narrativa matura e di grande impatto letterario.