Classifica e commenti ai primi 20 racconti del Premio Arte di Parole 2019


Premio Letterario Nazionale “Arte di Parole – Gianni Conti”

Premiazione VIII Edizione 2018 – 2019

1 – “Il Rumore dei Petali Caduti” di Sveva Boccacino
I.I.S.S. BLAISE PASCAL – Giaveno (TO)
Il racconto è pienamente focalizzato sul tema del concorso; non c’è alcun ricorso a eccessi retorici, pur considerando che l’argomento trattato avrebbe potuto giustificarlo, invece grazie al nitore delle sequenze, il messaggio sotteso alla narrazione raggiunge apici drammatici con una forte resa comunicativa dovuta alle coerenti scelte stilistiche. Una storia scioccante che fa pensare al dramma dell’ignoranza. Narrazione bella e coinvolgente.

2 – “Tutto Quello che ci hanno portato via” di Estela Pretto
Liceo Linguistico e Classico “Giosuè Carducci” – Bolzano
Il racconto presenta un’impostazione abbastanza originale; la trama è ambientata in un tempo e in uno spazio ben definiti sia storicamente sia geograficamente. L’io narrante e l’altro protagonista vengono ben caratterizzati. Le tematiche della diversità e dell’intolleranza vengono messe ben a fuoco unitamente al filo comune del nucleo ideativo di partenza (i sensi), quello del tema dei concorso. La storia narrata risulta efficace sul piano della forza del messaggio valoriale. La forma è corretta, la lettura è agevole per la fluidità del testo. Nell’ambientazione più ostile, la Germania Nazista, un amore fra due uomini viene diviso dalla guerra e dalla malattia. Fa pensare e riflettere a quanto ci siamo o non ci siamo affrancati da certe discriminazioni.

3 – “Sapore di un Giorno” di Giulia Pietrosanti
Liceo classico “Alessandro Torlonia” – Avezzano (AQ)
La storia è caratterizzata da tratti minimalisti ed è esente da facili espedienti retorici, perciò l’autore, grazie a questa scelta stilistica, riesce con maggiore efficacia a coinvolgere il lettore emotivamente; i sentimenti dei due protagonisti vengono espressi in modo semplice ma non banale. Anche la resa descrittiva del paesaggio urbano accompagna le sensazioni dei personaggi, rendendo partecipe il lettore. La lettura scorre e si apprezza la descrizione di una giornata. Un bel contributo che mette di buon umore senza cadere nella banalità

4 – “Corde Invisibili” di Benedetta Vagnarelli
Liceo Scientifico “Benedetto Rosetti” – Ascoli Piceno
Bello il valore attribuito a un uomo semplice. Il messaggio sarebbe stato più potente e più efficace con un’altra metafora e un altro mezzo narrativo. La protagonista è la strada su cui passa la vita: il senso di colei che accompagna i passi di tutti coloro che la percorrono. Oltreché ben scritto e veramente molto originale, la forza di questo racconto sta nel simbolismo che lo pervade.

5 – “Non lo so Rosa” di Mattia Saba
Liceo Linguistico “Marie Curie” – Garda (VR)
Una coppia che si tormenta in domande sull’esistenzialismo, sulla vita e sulla morte. Intrigante e sconvolgente. Un racconto elaborato e originale.

6 – “Nero e Ocra” di Hamatou Compaore
Liceo Classico “Giovan Battista Morgagni” – Forlì
Una bella storia forse penalizzata dal poco spazio. È apprezzabile lo sforzo per raggiungere una sintesi comprensibile. La protagonista si trova a scavare nel passato dell’amica prematuramente scomparsa. Di nuovo una constatazione dell’inganno perpetrato dai sensi.

 

Premio Città di Prato:

7 – “La Finestra” di Gabriele Dolfi
Liceo Scientifico Statale “Niccolò Copernico” – Prato
La protagonista prende consapevolmente coscienza della propria malattia e nella progressiva perdita dei propri sensi si costruisce un mondo interiore. Si da risalto, molto bene, a come certi sensi si sviluppino quando altri vengono a mancare. Dietro uno stile apparentemente classico, si nasconde una scrittura sapiente e matura.

 

Segnalati dalla Giuria:

8 – “Non Sono Diversa” di Sara Polli
Liceo Linguistico “Giosuè Carducci” – Bolzano
Il peso dell’ handicap, il coinvolgimento di chi è vicino alla persona riguardata dalla disabilità, è sviluppato molto bene, come lo è anche il tema della peculiarità della persona trasversale alla condizione in cui si trova a vivere. Il racconto si denota per la sua asciuttezza e per aver miscelato in modo esemplare ironia e sofferenza. La protagonista tenta di trovare una normalità nella sua condizione di sordomuta. Un tema trattato con grande sapienza e pudore.

9 – “Purgazione” di Ginevra Corsini
Liceo Scientifico “N. Copernico” – Prato
Storia di tortura e di condanna al rogo di un sodomita: il protagonista è un condannato al rogo. I sensi descrivono con crudezza il supplizio. Sebbene lo spazio concesso imponga la sintesi sarebbe stato più efficace con una adeguata collocazione storica e ambientazione.

10 – “Dolce Apparenza” di Benedetta Barbetti
Liceo Classico “Corridoni-Campana” – Osimo (AN)
Il protagonista assiste in punto di morte il proprio Maestro, legato da profonda amicizia. Si vede bene la competenza e la capacità del concorrente. Interessante è il rimando al mondo greco, in particolare a Parmenide; risulta assai equilibrato il contrasto tra immanenza e trascendenza, da cui si evince che la realtà dominata dai sensi è fallace.

11 – “La Felicità tra le fughe di malta” di Matilde Piliego
Liceo Classico “Giosuè Carducci” – Bolzano
Il protagonista nell’attesa di un appuntamento mancato, cerca amicizia con l’umanità varia che lo circonda. Dal racconto traspare che eventi giudicati insignificanti possono invece cambiare il senso a una vita. La narrazione incalzante disegna un quadro molto vivo.

12 – “Credere per Vedere” di Veronica Miedico
Liceo delle Scienze Umane “N. Forteguerri” – Pistoia
Un altro dramma in cui i protagonisti fuggono dalla guerra in Liberia. Bella la forma, quasi una sceneggiatura, che ricorda “La Vita è Bella” per la bugia usata come schermo a protezione dell’ingenuità del bambino. Sulla quale però irrompe la crudeltà della guerra e della morte.

13 – “L’inferno è un Paradiso a Soqquadro” di Lorenzo Granillo
Liceo Linguistico “Mosè Bianchi”– Monza (MB)
Storia omosex dai tratti fortemente caratterizzati. La ricerca di un senso nell’amore fisico forse dovrebbe far riflettere, senza censura né tantomeno condanna, ma per avere maggiori elementi di comprensione.

14 – “Pelle Vuota” di Rebecca Boati
Liceo Classico “Guglielmo Marconi” – Conegliano (TV)
La protagonista rivede la propria vita in punto di morte. Ottimo spunto: la sofferenza per mancanza del tatto ne ha condizionato il destino.

15 – “Carte Sparse” di Susan Filisetti
I.S.I.S. “Einaudi” – Dalmine (BG)
Il protagonista baratta i propri sensi per la sete di conoscenza. Molto originale. Si può conoscere tutto avendo perso tutti i contatti col mondo? Tema interessante e ben sviluppato.

16 – “La Giungla o Sulla Bellezza” di Eduardo Bifulco
Liceo Classico “Terenzio Mamiani” – Roma
Il protagonista sperimenta una progressiva perdita dei sensi. Una pianta o un fiore gli fanno percepire la vera natura delle cose. Una storia a tratti “fantasy”

17 – “L’Inganno” di Silvia Bracco
Liceo Classico “Vittorio Alfieri” – Torino
Il protagonista perde progressivamente i sensi. Si aggrappa a un illusorio palliativo fino alla libertà nel silenzio. Indubbiamente originale.

18 – “L’età fiorita” di Martina Borgioni
Liceo Artistico “U. Midossi” – Civita Castellana (VT)
La protagonista immagina un incontro con Leopardi in un sabato di provincia. Originale, anche se il ruolo del tema (sensi) non è molto evidente.

19 – “L’ultima Volta” di Arianna Barbolini
Liceo Indirizzo Scienze Umane “A.F.Formiggini” – Sassuolo (MO)
La protagonista litiga con la famiglia, esce e (forse) ritrova se stessa… Un po’ criptico, alla ricerca di un sesto senso.

20 – “Una Dolce Fragranza” di Lucrezia De Felicibus
Istituto di Istruzione Superiore “A. Zoli” – Atri (TE)
Molte paratassi interrogative. La protagonista si trova in un altrove oltre la morte e ricorda le sensazioni avute in vita. I sensi in definitiva sono l’unico nostro contatto con il mondo esterno.

 





     

 
© 2010-2019 - Salotto Conti - C.F. CNTGNN51CO8D612D