Arte di Parole: Classifica dal 16° al 55°


La giuria del premio ha deciso di pubblicare in anticipo, rispetto alla premiazione del 4 al Teatro Metastasio, la classifica dei racconti dal 16 al 55. I ragazzi devono ritentersi contenti di tale risultato perché frutto di un’accurata selezione fra ben 876 partecipanti.

Pubblichiamo anche i primi tre prescelti oltre i 12 vincitori. Il premio della giuria è stato assegnato a:

1 - "Il mio nome è Jean Boudeau" di Ilaria Spaziani
2 - "17 secondi" di Mikol Fazio
3 - "Spasmodica attesa di chi ha paura di sé" di Guendalina Ferri

Ricordiamo a tutti quanti che la premiazione del 4 prevede uno show dell’attore Paolo Ruffini, testimonial del premio.
La Giuria 


Premio Letterario Nazionale Arte di Parole

Premiazione III Edizione 2012 – 2013

16 - “Naima, pensieri dell’abbandono” di Giosmary Tina
Classe IV B/grafico visivo Liceo artistico Edgardo Simone di Brindisi (BR)
Corretto a livello sintattico e grammaticale, il racconto presenta diversi registri linguistici: frasi poetiche si intersecano con descrizioni dettagliate e coscienziose della città e della donna amata, Naima. Interessante lo sfondo della capitale portoghese, Lisbona, che conferisce originalità al plot narrativo.

17 - “Ore sedici e trenta” di Antonia Ventura
Classe III E del Liceo Classico Cagnazzi Altamura (BA)
Il tema cardine dell’attentato alla Banca Centrale è molto interessante e rende il plot narrativo originale. Anche se ci sono degli errori, il lettore resta incollato alle pagine e avverte il senso di pesantezza dell’attesa prima dello scoppio della bomba. Ottima l’aderenza al tema richiesto.

18 - “La goccia” di Alberto Bordin
Classe IV A del Liceo Scientifico Bertoni di Udine (UD)
Il racconto viene calato nella realtà scuola con i suoi ritmi e i suoi rituali, poi un incontro di sguardi e l’io narrante scandisce il suo tempo nell’attesa di una risposta . Il plot tiene e lo stile è abbastanza agile e originale nella forma. Non sempre però omogeneo il registro linguistico per delle ingenuità nell’espressione (prof. morosa).

19 - “Lezioni di morte” di Ahmed Al Harraq
Classe IV B del Liceo Scientifico G. Marconi di Parma (PR)
Ottima struttura, solida e senza eccessive pretese con uno stile che si adatta perfettamente all’idea sviluppata dall’autore. Tematica valida e portata avanti senza Descrizioni fedeli e mai troppo compassionevoli o lasciate a se stesse. Forse il racconto crea un po’ d’attesa per un finale leggermente scontato, anche se non guasta affatto. Eccellente la scelta del poema da inserire.

20 - “Profumi e colori: una lunga attesa” di Francesca Bettiol
Classe III AL dell’I.S.I.S. Gramsci/Keynes di Prato (PO)
Interessante il confronto tra la crescita della protagonista Aurora e le rose che sbocciano in tutta la loro bellezza. Il tono della scrittura è abbastanza lirico e per questo conferisce musicalità alle descrizioni, soprattutto del rosaio. La conclusione è repentina e cade un po’ nella banalità. Nel complesso però si attiene alla traccia proposta e il plot funziona.

21 - “A noi due” di Alessia Stranieri
Classe III C del Liceo Classico F. Fiorentino di Lamezia Terme (CZ)
Il racconto è scritto molto bene, sobrio ma toccante. Il tema è intenso, il titolo molto azzeccato.

22 - “Viaggio in treno” di Noemi Mastropietro
Classe IV del Liceo Scientifico Sant’Apollinare di Roma
Qualche accento grave utilizzato in luogo dell’acuto. Pur nella prevalenza del discorso diretto, la prosa è assai godibile, con buon uso di proposizioni principali e secondarie. Il racconto è sostanzialmente un dialogo molto toccante tra chi si è appena affacciato sul teatro terreno e chi invece sta per abbandonarlo. Veramente molto interessante: affronta il tema del trapasso, oggi così esorcizzato, in maniera molto pudica e mediata quasi ludicamente attraverso gli occhi di una bambina.

23 - “Scusa se non te lo dico mai” di Donatella Massarone
Classe IV B del Liceo Classico Leonardo da Vinci di Terracina (LT)
Dal punto di vista della tenuta ci sono diverse imprecisioni, errori lessicali e alcune scelte sintattiche da rivedere forse, ma l’idea originale alla quale il testo si sacrifica completamente è stata ben congegnata. I personaggi vari e misteriosi, almeno all’inizio, si muovono e interagiscono ricreando nel lettore la stessa atmosfera di incertezza e annebbiamento vissuta dal protagonista del racconto. Originale, ben congegnato, stilisticamente non perfetto ma efficace.

24 - “Finalmente a casa” di Federica Colombo
Classe III del Liceo Linguistico Europeo Parini di Barzanò (LC)
Ottima padronanza di linguaggio, stile narrativo buono, anche se a tratti ridondante. L’attesa coinvolge un’intera famiglia e il plot chiude i suoi giochi nella scena finale, dove non arriva il forse atteso colpo di scena, rendendo così la vicenda realistica, toccante, equilibrata. La struttura rileva una buona maturità letteraria.

25 - “Il sole tremava” di Fiammetta Volpe
Classe V A del Liceo Giolitti/ Gandino di Bra (CN)
Lungo dialogo, non c’è un plot narrativo e dunque non si può classificare come un vero e proprio racconto. È molto filosofico, ma ci sono degli errori che pesano sulla scrittura e il lettore non può fare altro che notarli. Peccato!

26 - “Lo scrittore sognante” di Maria Francesca Masiello
Classe I A del Liceo Scientifico Carlo Levi di Irsina (MT)
Mi ha affascinato l atmosfera onirica e la tensione narrativa che si mantiene fino quasi alla fine. La conclusione non e’ all’altezza della narrazione, secondo me, e scade un po’, ma complessivamente mi pare meritevole.

27 - “La chiamata” di Federica Pat
Classe II B del Liceo Classico I.S.I.S.S. G.Marconi di Treviso (TV)
Altri racconti forse più originali mi sono sembrati più legati ai ricordi, al passato più che all’attesa di un futuro anche non lontano. La chiamata è scritto correttamente e piuttosto bene, e all’interno dell’"attesa" sviluppa una storia carina e positiva. Alla prima lettura l’ho subito ritenuto giusto.

28 - “Nel sussurro del vento” di Lara Cavinato
Classe III B del Liceo Classico G. Marconi di Conegliano (TV)
Lo stile del racconto è interessante e la scrittura si presenta rapida e incisiva; la struttura narrativa si articola sul confine metaforico tra realtà e immaginazione, cui è affidato lo spannung prima dell’evolversi conclusivo. L’originalità del plot si riverbera in un registro linguistico dallo spessore psicologico.

29 - “Sic semper tirannis” di Francesco Rossi
Classe I E del Liceo Statale Veronica Gambara di Brescia (BS)
Scritto molto bene, perfetto, senza alcun errore, con ottima scelta di vocaboli e una sapiente costruzione delle proposizioni E’ la tragedia della morte di Cesare vista filtrata attraverso l’elaborazione interiore da parte di Bruto. Lo scavo del protagonista è veramente accurato. L’attesa (della congiura) è resa con grande tensione, benché risalti in maniera preminente la descrizione del fatto storico. Ci si era già cimentato Shakespeare... (e chissà quanti altri). Si tratta comunque di un testo molto interessante.

30 - “La fermata del 4” di Iacopo Laudati
Classe V A del Liceo Edoardo Agnelli di Torino (TO)
Molto bella la descrizione della donna che aspetta l’autobus. La trama si sfalda quando l’autore/ autrice sposta il suo campo visivo su altri personaggi che attendono alla fermata. Buona aderenza al tema proposto e nel complesso la lettura è piecevole.

31 - “Lettera all’oceano” di Domenico Commito
Classe IV C del Liceo Scientifico Statale Enrico Fermi dell’Aquila (AQ)
Composizione breve, flusso interiore. E’ presente una spiccata musicalità che caratterizza tutto il racconto e una forte coerenza e precisione nella scelta dei vocaboli. Tono mantenuto dall’inizio alla fine. Gioca parecchio sulle immagini e sulle emozioni. Tema evocativo.

32 - “Telma e Louis” di Lorenzo Bertolotti
Classe IV B del Liceo Scientifico Guglielmo Marconi di Parma (PR)
Nonostante alcune imprecisioni sintattiche l’impostazione complessiva del testo è originale e brillante: un confronto che si intreccia con riferimenti impliciti ed espliciti a vari testi, aggiungendo riflessioni di diversi punti di vista.Due uomini in aeroporto, in attesa di un volo che attraversa una tormenta, discutono l’importanza di dare il giusto valore alle cose, tra citazioni e fraintendimenti.

33 - “Un mondo in attesa” di Aurora Luciani
Classe III A del Liceo Classico Statale Orazio di Roma (RM)
Perfetto, senza errori, scritto molto bene. Le frasi, a volte un po’ lapidarie, risultano comunque molto efficaci. Il tema di per sé sarebbe assai prosaico, ma lo si scopre solo nelle ultime righe. Il racconto ne risulta ironico, sorprendente, molto simpatico e intelligente. Sicuramente si tratta di un testo veramente molto originale.

34 - “I tre fratelli” di Andrea Greco
Classe V A/T del Liceo Scientifico e Linguistico Galileo Ferraris di Taranto (TA)
La prosa è piacevole e fluida. Presenta una efficace alternanza tra discorso diretto e indiretto. La vicenda, pur nel limite imposto alla lunghezza del testo, è perfettamente comprensibile. Un bel racconto, molto sentito, con differenti emozioni da parte dei tre fratelli; il carattere dei personaggi è ben tratteggiato con poche efficaci pennellate. Ripercorre la dialettica del confronto generazionale tra padri e figli, ma lo fa con sfaccettature molto interessanti. Buona aderenza al tema proposto.

35 - “L’uomo sotto la sequoia di trecento anni” di Giulia Palpacelli
Classe II A del Liceo Classico V. Emanuele II di Jesi (AN)
Racconto semplice e scorrevole, scritto con leggerezza. Storia d’amore che resiste alla vecchiaia e alla malattia. Corretto e scorrevole. Forse più adatto alla mia età che a un giovane.

36 - “La svolta” di Marco Morassutti
Classe I G del Liceo Calssico Statale Quinto Orazio Flacco di Bari (BA)
L’idea è interessante: la svolta di una vita sentimentale, il consolidarsi di un rapporto amoroso tra due persone. È forse uno dei pochi racconti pervenuti che non presenta un finale tragico. La conclusione però è troppo repentina. Forse rendeva di più se l’autore/autrice si soffermava ancora sul rapporto tra i due ragazzi in questione.

37 - “A due voci (forse a tre), a occhi chiusi” di Linda Fontana
Classe IV E del Liceo Classico- Linguistico L. A. Muratori di Modena (MO)
Ben scritto, con un’ottima scelta di impaginazione e struttura del racconto. Buona l’idea delle voci della ragazza e della vecchia che si alternano. La scrittura indica maturità e cerca sempre di mantenere un livello abbastanza alto anche se un paio di cali sono inevitabili. Qualche punto oscuro nella trama che però non impedisce di godersi il racconto. Impeccabili le quattro righe finali.

38 - “Un inatteso bianco” di Giulia Prato
Classe III D del Liceo Linguistico G. e Q. Sella di Biella (BI)
Racconto di fantasia dove Andrea, morto in un incidente stradale decide di reincarnarsi per tornare sulla Terra. Piacevole da leggere anche se la trama perde un po’ di efficacia nel corso dello sviluppo per poi riprendersi nel finale dove si capisce la voglia di vivere e la fiducia verso la vita del protagonista.

39 - “Esame di vita” di Carlotta Gobbi
Classe III B, Liceo Classico G. Marconi di Conegliano (TV)
Non è stato subito fra i migliori come voto, ma rileggendolo è sicuramente e perfettamente in tema. Forse più banale di altri come idea, ma con una struttura coerente: i tre episodi ben rappresentano il senso dell’attesa...della morte.

40 - “Al tramonto” di Elisabetta Corsi
Classe IV del Liceo Ginnasio Annibal Caro di Fermo (FM)
Un po’ De Andrè , scritto in modo gradevole. Uno dei migliori. La guerra e la cieca atrocia fa da sfondo ad un racconto dolce.

41 “Le fermate non partono mai” di Marta Natoli
Classe V E del Liceo Classico Garibaldi di Palermo (PA)
Il titolo anticipa quello che sarà il leit motiv del racconto che si sviluppa come un monologo del protagonista. L’ideazione è ben congegnata ma talvolta l’io narrante si lascia prendere la mano e rischia di perdersi nel flusso dei suoi pensieri. Lo stile è incalzante con immagini vivide ma non sempre la forma è omogenea ed organica per alcune espressioni ridondanti.

42 - “Il Signor C” di Sara Nicastro
Classe IV F del Liceo Linguistico M. Grigoletti di Pordenone (PN)
Sorta di diario, flusso di coscienza di un anziano signore ormai in punto di morte. Si scopre alla fine del racconto che il Signor C non è altro che Camillo Benso Conte di Cavour. Il testo scorre e la lettura risulta piacevole.

43 - “A quattro passi” di Chiara Ghinassi
Classe V BE dell’I.S.I.S. Gramsci/Keynes di Prato (PO)
Includo nel limbo dei racconti, con qualche dubbio, anche questo terzo. Rileggendolo adesso, dopo avere letto i due sopra citati, non so più se se lo merita. Ma è stato il racconto che mi ha fatto tirare una mezza boccata d’aria dopo diverse letture disastrose. E per questo gli ho subito voluto bene. Rispetto agli altri due scelti, ti riporta coi piedi per terra, dalla sintassi alla grammatica. E anche l’argomento è molto molto teenager . Ma nonostante tutto non ha il tempo di diventare banale, anzi è ben schematizzato.Direi che ho molto apprezzato l’umiltà stilistica. Amo la ricerca quando questa non cerca troppo, e questo racconto, rispetto agli altri di simile argomento ( e ce ne sono molti) si smarca elegantemente da questo rischio. Prima di volare, bisogna imparare a camminare!

44 - “Godot non arriverà” di Francesca Parisi
Classe I B del Liceo Classico Tiziano di Belluno (BL)
Il racconto si apre con uno stile dialogico e incalzante che va poi a integrarsi con citazioni letterarie sul tema dell’attesa. La sua originalità consiste nell’aver dato spazio alle letteratura all’interno del sistema relazionale dei personaggi, viaggiando tra relazioni familiari e altre che nascono dall’imprevedibilità di incontri dettati dal caso.

45 - “Un’attesa poco dolce” di Ludovica Siracusano
Classe III del Liceo Artistico Canonico Annibale Maria di Francia di Messina (ME)
Il plot è originale e denota capacità creativa. Anche l’incipit è accattivante e cattura la curiosità del lettore. Si evidenzia una fantasia galoppante che si esprime con immagini vivide. Non sempre però la forma risulta equilibrata ed armonica nei passaggi dalle sequenze narrative a quelle dialogiche dove la punteggiatura è usata un po’ liberamente.

46 - “Il destino è un uomo di parola” di Majdouline M’saad
Classe V DE dell’I.S.I.S. Gramsci/Keynes di Prato (PO)
Coraggioso, fantasioso, colto e forse un po’ pazzo. Dopo avere letto le prime tre righe ero già molto confuso: non capivo quanto l’autore si prendesse sul serio e quanto si prendesse in giro (forse proprio per questo l’ho scelto), e lo stesso facesse con il lettore. Sembra una lunga introduzione a un film di altri tempi. Lo stile un po’ contorto non rilassa, anzi, al contrario si fa un po’ fatica. Tuttavia bisogna riconoscere una voglia di ricerca stilistica supportata da strumenti già abbastanza consolidati, e dall’inizio alla fine l’autore porta avanti con coraggio un’operazione non facilissima, senza mai cambiare traiettoria: bravo/a. Per di più, la storia incuriosisce.

47 - “Stupida Lei” di Elisa Gallori
Classe I C AFM dell’ ITCS Dagomari di Prato (PO)
Stile e sintassi corretta, salvo due imprecisioni (un "sì" affermativo al posto di un "si" riflessivo; "di già" non molto corretto). Profondo e originale, completamente aderente al tema. Originale per il modo in cui tratta il tema

48 - “Lo spartito acquista le note” di Angela Ferrari
Classe I del Liceo Classico Giacomo Leopardi di Lecco (LC)
Buona tenuta della narrazione. La trama è ben controllata così che il lettore è all’inizio disorientato dalle immagini apparentemente slegate, ma, alla fine, il tutto acquista ordine e chiarezza. Il tema, nella sua drammaticità, è trattato con delicatezza e originalità.

49 - “L’attesa” di Silvia Paesani
Roma
Il testo scritto in prima persona, ha una buona tenuta e un’ ottima musicalità, il lessico seppur moderno, è adeguato al protagonista, così come la sintassi, semplice e lineare. Gli inserimenti (filastrocche o poesie) sono fatti sempre con notevole tempismo e questo aiuta a far scorrere la lettura oltre a mettere in evidenza le doti e la "consapevolezza" dell’autore.Il contenuto lascia un po’ a desiderare, e l’unica originalità degna di nota è l’aver preso l’adolescenza tutta, in blocco, come metafora dell’attesa. Nel complesso riesce a strappare un sorriso con stile e leggerezza.

50 -“Non resta altro da fare” di Alice Gaviraghi
Classe IV A del Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi (LO)
Ho scelto questo racconto perché si attiene alla traccia, non presenta errori grammaticali gravi ed è scritto piuttosto bene se confrontato agli altri. L’autore/autrice parla probabilmente di una situazione che conosce o ha vissuto in prima persona cosa che, seppur a discapito dell’originalità, rende credibile e piacevole la lettura.

51 - “Un posto nel mondo” di Caterina Cocchi
Classe IV CL dell’I.S.I.S. Gramsci/Keynes di Prato (PO)
È una favola molto ben scritta. Racconta con semplicità e fantasia un mondo che è stato e ti viene di leggerla tutta d’un fiato. Se avesse evitato la morale, l’avrei apprezzata ancora di più. Ma non si può negare che l’autore non abbia scritto qualcosa di bello. Evito di fare il professorino: il racconto passa a pieni voti la mia selezione.

52 - “Superficie” di Cristina Fenu
Classe II G del Liceo Ginnasio Giorgio Asproni di Nuoro (NU)
Racconto sintetico e ben costruito. Con brevi tratti fa rivivere, agli occhi del lettore, il piccolo mondo che circonda il protagonista, così che, oltre all’attesa della ragazza, ne condividiamo le percezioni visive, uditive e olfattive. Trama semplicissima e lineare, narrazione ben tenuta dall’inizio alla fine.

53 - “Briciole” di Sole Biancalani
Classe IV B del Liceo Scientifico A. M. E. Agnoletti di Sesto Fiorentino (FI)
L’attesa di qualcuno delineato con pochi e poco gradevoli tratti (vestiti sudici, barba sfatta) che si consuma in un motel: il racconto, pur breve, è aderente al tema e riesce a delineare la disperazione del protagonista. Anche lo stile è fluido e piuttosto efficace con frasi piuttosto brevi e immagini che fotografano bene il dolore di chi scrive (esempio vetri di bottiglia): qualche imprecisione nella punteggiatura. Tema non originalissimo ma il racconto tiene.

54 - “Una duecentometrista alle Olimpiadi” di Mariasara Sesto
Classe II H, Liceo Linguistico di Gozzano di Borgomanero (NO)
Scritto in modo molto semplice ed essenziale, con qualche caduta di stile, tratta delle emozioni di una ragazza nei momenti che precedono una competizione sportiva. L’idea è buona e rispetta pienamente il tema proposto.

55 - “Il sapore dell’attesa” di Lucrezia della Rovere
Classe IV del Liceo Scientifico Bertoni di Udine (UD)
La trama è un po’ scontata. Lo scavo nei propri sentimenti sarebbe stato più efficace senza bisogno di citare Celentano, Bolt e il Piccolo Principe.





     

 
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