Giovedì 14 Novembre 2019 - c/o Libreria Rinascita - Via Antonio Gramsci, 334 - Sesto Fiorentino

Questo è un uomo - di Daniele Pugliese


Giovedì 14 Novembre 2019

Inizio alle ore 21:15

presso la Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino

(Via Antonio Gramsci, 334)

 La Libreria Rinascita, l’Associazione culturale Tessere
e il Salotto Conti

presentano

 Questo è un uomo

di Daniele Pugliese

Sarà presente l’autore.

Interviene

Paolo Vannini

 

Libro Le nostre anime di notte Kent Haruf

 Biografia appassionata di Primo Levi

di Daniele Pugliese

introduzione di Massimo Giuliani
con un ricordo di Andrea Liberatori

Pagine: 144
Anno di Pubblicazione: 2017

La biografia, nel trentennale della morte, del mancato «Premio nobel per la letteratura» scritta da una persona che ha amato Primo Levi, amando chi l’ha amato e gliel’ha fatto amare: perciò è «appassionata». L’autore ha ripercorso la vita, i libri, gli scritti, le testimonianze, il pensiero di chi – chiedendosi Se questo è un uomo, e ponendo a tutti questo interrogativo, rispetto all’orrore di Auschwitz e ai piccoli o grandi orrori quotidiani – ha rivelato di essere un uomo: sì, questo, Primo Levi, è un uomo. Un uomo e un chimico, un curioso e un testimone, un filosofo e un centauro, un poeta e uno psicagogo, ma soprattutto uno scrittore, uno scrittore di razza, con il mestiere nel sangue. Non a caso è fra i pochissimi italiani tradotti in più di 40 lingue e, interamente, in inglese (eccezion fatta per La ricerca delle radici).

Il terzo libro della casa editrice TESSERE è aperto da una introduzione di Massimo Giuliani – docente di Filosofia ebraica all’Università di Trento e per l’Unione delle Comunità ebraiche italiane, che ha tenuto corsi su Primo Levi in America e in Israele – che nota come lo scrittore torinese sia «divenuto suo malgrado un Virgilio dantesco» del cui pensiero e della cui scrittura «abbiamo ancora bisogno, anzi abbiamo nostalgia».

In dodici condensati capitoli Questo è un uomo non solo testimonia il valore del pensiero e della narrativa del prigioniero 174517 nel Lager di Auschwitz, ma anche il debito personale dell’autore nei confronti di un maestro: a partire da Sempre più verso Occidente, pubblicato nel 2009, che da un racconto di Levi e da una corrispondenza privata tra i due prende le mosse.

Un gioco di specchi, o un castello di destini incrociati, di «sliding doors» che si aprono e si chiudono per poi riaprirsi, nel quale le emozioni e le sofferenze dell’uno si proiettano in quelle dell’altro, ma con la lucidità di rammentare che siamo, dobbiamo cercare di essere, dobbiamo accettare di essere «più cose ad un tempo»: insomma dei centauri.


Conclude il volume un breve, ma altrettanto appassionato, ricordo di Andrea Liberatori, a lungo caporedattore de “l’Unità” di Torino, uno degli ultimi giornalisti che hanno intervistato Primo Levi e a cui è toccato di scrivere da cronista quel giorno in cui si tolse la vita.





     

 
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